Gli incontri di Gesù
- GA Padova
- 13 giu 2019
- Tempo di lettura: 2 min
Prima, durante e dopo.
Nulla è lasciato al caso e tutto segue una logica.
Dal principio, da quando Gesù ha iniziato il suo mandato, fino alla fine quando tra l’incredulità, e lo stupore della gente presente se n’è salito in cielo con la promessa più grande di sempre; quella di tornare a prenderci.
Gesù ha percorso il suo mandato sulla terra istruendo e insegnando ai suoi discepoli la via da seguire.
Dopo la teoria, la pratica sul campo. Il risultato alla fine era sempre lo stesso: rimandati.
Rimandati come noi oggi, quando tra una difficoltà e l’altra ci affrettiamo a svuotare con un bicchiere le secchiate di acqua che riempiono la nostra “barchetta”.
Rimandati quando in mezzo alla tempesta lo scorgiamo venire in nostro aiuto e abbiamo paura.
Rimandati anche quando compie miracoli incredibili e decidiamo di cacciarlo perché in fondo si stava meglio quando si stava peggio.
Rimandati quando ci si presenta davanti e non lo riconosciamo perché siamo un po’ tutti dei “Tommaso”. Dobbiamo toccare con mano altrimenti non crediamo.
Rimandati sempre e comunque. Senza aver capito fino in fondo che possiamo si stare bene così nel nostro piccolo mondo, ma che oltre l’orizzonte c’è qualcosa che neanche possiamo immaginare.
Gesù ci invita a lasciare le piccole certezze di cui ci circondiamo per credere di poter stare in piedi, per attaccarci alle cose che non vediamo con la promessa di una Terra nuova e libera da ogni forma di male che conosciamo e che abbiamo provato.
Tutto ciò è stato difficile per chi lo ha conosciuto, per chi lo ha incontrato, per chi lo ha seguito…e lo è ancora di più per noi. Ma le testimonianze che abbiamo oggi dovrebbero spazzare via ogni dubbio e farci permettere di attaccarci a lui quale ancora di salvataggio. A lui che ci tende la mano, a Lui che è morto per me e per te.




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